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Comunità accoglienti per Minori

Nei casi in cui un bambino, un ragazzo deve essere separato dalla propria famiglia, o questa è impossibilitata a stargli vicino prendendosene cura, i Servizi Sociali in capo all’Asp di Ravenna (per loro specifico compito istituzionale) predispongono la sua nuova sistemazione temporanea, impegnandosi ad individuare quello che si ritiene essere l’adeguato contesto di vita. In molte situazioni può essere rappresentato da una Comunità.

Cosa sono
Sono contesti accoglienti di diversa tipologia, in linea con le direttive nazionali e regionali.
Le comunità la cui gestione è affidata sia al pubblico sia al privato, intervengono per garantire al minore (a volte inserito con la madre) la tutela, il sostegno educativo e l’accompagnamento verso l’autonomia. Il loro impegno si esprime mediante una specifica progettualità condivisa fra le Comunità stesse e i Servizi Sociali e Sanitari.
In riferimento alla vigente direttiva della Regione Emilia-Romagna l’organizzazione e la gestione delle Comunità deve rispondere a tre criteri fondamentali:
- organizzazione di tipo familiare, funzionale a garantire, anche personalizzando i progetti, una conduzione e un clima educativamente significativi
- impiego di operatori professionali delle diverse discipline
- collaborazione di tutte le istituzioni interessate e impiego delle risorse del territorio

Sono rivolte a :
Bambini e ragazzi da 0 a 18 anni ed anche  bambini piccoli con un loro genitore per i quali è stato disposto l’inserimento in Comunità mediante provvedimento dell’Autorità Giudiziaria.


Modalità di accesso:
L’inserimento è disposto dal Tribunale Minorenni mediante un proprio provvedimento. Invece nei casi in cui la famiglia di origine lo accetti, il provvedimento è disposto dal Servizio Sociale e reso esecutivo con decreto del Giudice Tutelare. Gli aspetti organizzativi a sostegno dell’inserimento sono di competenza del Servizio Sociale il quale può individuare la comunità ritenuta adeguata al minore anche condividendola con la Sanità per le situazione di quei minori la cui presa in carico è integrata sociosanitaria.


Enti di riferimento:
Azienda dei Servizi alla Persona,Comune, Azienda USL


Informazioni utili:
La Direttiva Regionale-R.E.R.- n.1904 del 2011, definisce le seguenti tipologie di comunità


Comunità di tipo familiare:

- Comunità familiare
Caratterizzata dalla convivenza stabile di almeno due adulti che offrono ai minori un rapporto di tipo genitoriale sereno, personalizzato, sostitutivo di quello di origine.

- Comunità Casa Famiglia multiutenza:
Caratterizzata dalla convivenza stabile di almeno due adulti, non necessariamente sposati, che offrono accoglienza a persone di età diverse e in condizione di difficoltà . Ai ragazzi offrono invece un rapporto di carattere genitoriale personalizzato ed educativo, in un ambiente sostitutivo della propria famiglia


Comunità educative:

- Residenziale
E’ caratterizzata da un evidente intervento educativo, professionale, pur mantenendo la connotazione di accoglienza di tipo familiare. Può ospitare fino ad un massimo di dieci minori di età compresa fra i 6 e i 17 anni .Nei momenti del quotidiano di maggiore intensità operativa il rapporto numerico fra operatori in servizio e minori presenti è di 1 a 4

- Semiresidenziale:
Caratterizzata da un intervento diurno intensivo allo scopo di evitare l’allontanamento dalla famiglia . L’orario di apertura si attesta su cinque ore giornaliere dal lunedì al venerdì
L’accoglienza è rivolta a bambini e a ragazzi dai 6 ai 17 anni ,è previsto un educatore in turno ogni 5 minori

- Residenziale educativa-integrata:
Svolge essenzialmente una funzione riparativa di sostegno e recupero delle competenze riferite a minori in evidente situazione di importante disagio. Può accogliere bambini,  preadolescenti. Mentre può farsi carico  di adolescenti ai quali tuttavia non occorre assistenza neuro psichiatrica in strutture terapeutiche La sua capacità ricettiva è di 6 posti e garantisce un rapporto numerico di 1 educatore ogni 3 minori presenti

- Semiresidenziale integrata:
Interviene analogamente a quella di cui sopra. La scelta semiresidenziale è particolarmente rispondente per le situazioni di minori per i quali non è consono un allontanamento dalla famiglia . La sua capacità ricettiva è di 8 posti
Prevede inoltre anche la figura dello psicologo oltre quella degli educatori


Strutture di pronta accoglienza:

Comunità di Pronta accoglienza
Interviene garantendo un’immediata ospitalità per mettere in sicurezza minori allontanati con urgenza dalla propria famiglia , o che non vi possono rientrare perché trovati privi di alcuna tutela.
Accoglie minori dai 6 ai 17 anni . La presenza degli educatori è garantita dal rapporto 1 a 4.. La sua finalità è quella di garantire l’accoglienza per il tempo strettamente necessario  ad individuare per il minore un intervento stabile, rispondente ai suoi bisogni


Per l’autonomia:
Si qualificano come strutture residenziali che accolgono ragazzi e ragazze capaci di sviluppare un buon grado di autonomia . L’intervento professionale li affianca per completare il loro percorso di maturazione e integrazione nella società.
Due sono le tipologia previste :il Gruppo Appartamento e la Comunità per l’autonomia che può accogliere fino a 14 ragazzi.


Casa/Comunità per gestanti e madri con bambini:
Struttura residenziale di tutela sociale e di particolare sostegno, affiancamento alla genitorialità consapevole e responsabile. La finalità prevalente è quella di assicurare tutela ai bambini e a quelli che nasceranno in comunità. Accoglie mamme con bimbi e gestanti anche minorenni, per un periodo, di norma, non superiore ai 18 mesi - Il limite massimo nell’accoglienza è stabilito in 8 nuclei e non più di 12 minori
Un educatore presente ogni  sei bambini accolti sulle 24 ore


Tipologie di comunità sperimentali
La presentazione di progetti innovativi è la condizione favorente l’autorizzazione al funzionamento-operatività di servizi e strutture sperimentali (L.R. 2/2003 art.35)
La domanda va presentata al Comune con allegate tutte le dichiarazioni e i requisiti richiesti per la tipologia specifica . Il nucleo di valutazione, insediato in regione, esaminerà le proposte dei servizi sperimentali, inviate dal Comune competente.

Nel territorio di competenza dell’Azienda dei Servizi alla Persona dei Comuni di Ravenna, Cervia e Russi sono operative la maggior parte delle tipologie di comunità elencate tranne quella sperimentale e quella di pronta accoglienza. Alcune comunità autorizzate si rendono tuttavia disponibili all’accoglienza in emergenza per un numero limitato di minori ed intervengono sia sulla pronta che sulla prima accoglienza.

 

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